• Ele Puca

New York nascosta, alla ricerca dei Speakeasy Bar.





Locali segreti a #NewYork?

Entrare in un bar da una cabina telefonica?

La città che non dorme mai sembra non avere più angoli nascosti, di lei tutto si conosce e tutto sembra già visto, come in uno dei tanti film, da cui fa capolino in ogni inquadratura.

Ma forse non tutti conoscono la storia - e l’esistenza a tutt’oggi - dei cosiddetti Blind Bar o #Speakaesy.


All’inizio dell’800 negli Stati Uniti si fanno strada le cosiddette "Società della Sobrietà", movimenti che promuovevano il bando di ogni bevanda alcolica e del gioco d'azzardo, oltre che insistevano su di una forte castità dei costumi, promuovendo campagne contro il sesso a pagamento e fissando regole, persino sulla lunghezza delle gonne.

Va detto che in questo periodo l’eccesso di consumo dell'alcol aveva delle conseguenze spesso devastanti a livello sociale, in particolare se unito alla povertà e all'emarginazione. Soprattutto le donne, costrette a subire maltrattamenti e violenze da mariti o padri in stato di ubriachezza, ormai completamente dipendenti dalla sostanza, appoggiarono il movimento nascente. Nella nuova era industriale s'insinuò inoltre la percezione che l'uso di alcol portasse a carenze sul lavoro, all'assenteismo, al dispendio dei salari. Tra i nomi eccellenti che in questo periodo si dichiararono favorevoli alla proibizione totale vi furono John D. Rockefeller ed Henry Ford, i quali aderirono all'Anti-Saloon League apportando enormi quantità di denaro.

Con tali fondi a disposizione la Anti-Saloon League, fra tutte, ottenne in questo periodo una grande visibilità e un potere in grado di esercitare forti pressioni sulla politica nazionale. Le campagne per il regime "dry" iniziarono ad essere incentrate sui numeri: "I liquori sono responsabili del 25% della miseria, del 37% del depauperamento, del 45,8% della nascita di bambini deformi, del 25% delle malattie mentali, del 19,5% dei divorzi e del 50% dei crimini commessi nel nostro Paese".

Sull’onda di questo fenomeno, viene emanato il il Volstead Act del 1919 e il XVIII emendamento degli Stati Uniti con cui, dal 16 gennaio 1920, venne bandito l’uso dell’alcol.

Dal giorno successivo il prezzo delle bevande alcoliche schizzò alle stelle, dando origine al fenomeno del contrabbando.

Se alcuni si sono accontentati di mascherare distillati e liquori mischiandoli con delle bevande non alcoliche, come suggerisce la leggenda (la cui veridicità è tutta da verificare) del Long Island Ice Tea, un cocktail che all’apparenza sembra un semplicissimo tè freddo – salvo avere all’interno Vodka, Rum Bianco e Gin tra i vari ingredienti – altri si sono spinti parecchio più in là.

Nascono così gli Speakeasy, dei bar che si nascondevano nei retrobottega dei negozi più improbabili: macellerie, mercerie, drogherie, barberie e spesso anche case private. Qualunque posto apparentemente normale poteva celare un passaggio segreto!


Il Proibizionismo è finito da un pezzo (per la precisione nel 1933), eppure negli ultimi anni nuovi Speakeasy, che tentano di ripercorrere le gesta dei secret bar che furono, sono nati un po’ dappertutto.

Non ci sono leggi da aggirare, né poliziotti da cui nascondersi, ma il fascino della tana nascosta è diventato inevitabilmente un’attrativa per i consumatori.

Quale miglior città, se non New York, per cimentarsi alla ricerca di questi #bar nascosti?



Non voglio rovinarvi la sorpresa, né togliervi il gusto della scoperta.

Non vi lascerò quindi né indirizzi, né tantomeno il modo di accedervi.

Vi indico solamente qualche nome e qualche foto.

Il resto tocca a voi.

E, pss, mi raccomando, tenete per voi il #segreto!

CHEERS

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