Cambogia

A piedi attraverso il confine

Il mio itinerario parte dalla Cambogia e prevede di arrivare in Tailandia via terra. Ho scelto di attraversare il confine all’altezza di Pailin principalmente per due motivi. Il primo, volevo visitare la città di Battambang (avevo letto un libro ed ero rimasta affascinata dalle atmosfere di queste zone) ed i suoi dintorni: quest’area è stata l’ultimo avamposto dei Kmer Rossi, ed è ancora oggi una zona molto remota. 

Poi perché, essendo in pieno periodo turistico, non volevo trovarmi tra la confusione del confine più utilizzato di Poipet. 

Ammetto che in rete ci sono poche informazioni, e non recenti, pertanto sono partita senza certezze di come avrei attraversato questo confine e come sarei arrivata in Thailandia. Eh sì, perché i driver cambogiani non possono attraversarlo, pertanto si è costretti ad oltrepassarlo a piedi e sperare di trovare un mezzo di locomozione al di là della frontiera. Devo ammettere che è tutto più semplice di come appaia, anche se decisamente macchinoso.

Da Battambang non è difficile trovare un autista (chiedete al vostro driver o recatevi al mercato, li vicino troverete il deposito dei taxi) che ti accompagni sino all’ultimo avamposto (calcolate circa un ora di tragitto). Arrivati alla dogana, espletate le formalità di uscita e quelle di ingresso, vi ritroverete in un parcheggio. Qui stazionano dei driver disponibili ad accompagnarvi alla vostra meta. Noi, per questione di tempo e comodità, abbiamo fatto tutto il tragitto in taxi privati. Considerate però una spesa di almeno 200$ per l’intero tragitto, da Siem Reap alla costa della Thailandia.

 

La cosa che mi ha più colpito è come siano così vicine, ma diverse tra loro, le due nazioni. L’ultimo avamposto cambogiano è una casetta in legno, di colore scuro, sgangherata e dimessa. Gli ufficiali della frontiera sono seri ed accigliati. I divisori che interrompono la strada che arriva sin qui, a tratti sconnessa con un un vecchio asfalto liso, sono vecchi bidoni arrugginiti, dipinti di rosso e bianco.

Attraversata a piedi una striscia di poco più di duecento metri, terra di nessuno, arriverete al primo avamposto tailandese. Pulito, moderno, con funzionari sorridenti e concilianti. Ed una volta imboccata la strada, alla volta del paese, vi troverete in una nuovissima superstrada a due corsie, completamente sgombera di auto, ben tenuta ed appena asfaltata.

 

Se vi ho incuriosito, troverete il racconto sul mio libro!